INFORMAZIONI Perimplantite - Infiammazione e Perdita Impianti Dentali ⋆
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PERIMPLANTITE

perimplantite

La Perimplantite e la Parodontite sono patologie che hanno in comune la stessa microflora presente nelle lesioni (tasche) parodontali e sviluppano un danno che consiste nella perdita del tessuto osseo di supporto.

Con il termine perimplantite si riconosce un’infezione caratterizzata da cambiamenti infiammatori localizzati nei tessuti che circondano gli impianti. Si instaurano processi infiammatori che, inizialmente interessano la gengiva adesa all’impianto e successivamente si spingono in profondità: si assiste ad un riassorbimento dell’osso che si concretizza in una progressiva mobilità dell’impianto che, in tempi variabili da caso a caso, porta alla perdita dello stesso.

L’inserimento degli impianti dentali è una procedura che nasce dall’esigenza di ripristinare la funzionalità degli elementi dentali persi a causa di patologie cariose o parodontali. La vite dell’impianto, in titanio, viene inserita all’interno dell’osso attraverso un intervento chirurgico di carattere microinvasivo; successivamente si assiste ad un processo di guarigione dei tessuti che prende il nome di osteointegrazione. I tessuti dell’organismo si devono, infatti, adattare a questa nuova situazione e ‘far propria‘ la vite che è stata inserita. I tessuti che si formano sono a tutti gli effetti in grado di mantenere la salute dell’impianto.

La formazione di una barriera di tessuti molli attorno agli impianti è quella che impedisce ai batteri, normalmente presenti nel cavo orale, di non invadere i tessuti sottostanti ed è costituita da:

  • epitelio giunzionale
  • tessuto connettivo

La differenza che intercorre con i tessuti che abbiamo intorno ai denti naturali è da ricercarsi soprattutto nell’andamento delle fibre che compongono il tessuto connettivo: si propagano parallelamente all’impianto e non perpendicolarmente, inoltre le fibre ad andamento circolare sono in quantità minore. Nell’impianto manca il legamento parodontale e il cemento radicolare non esiste. Questo determina un attacco più debole.

Gli impianti prima delle nuove tecnologie

In passato, prima che si affermasse definitivamente l’implantologia osteointegrata, quando gli impianti erano sottoperiostei, cioè l’impianto non andava dentro l’osso ma si appoggiava sulla parte superiore della dentatura, le perimplantiti che si potevano sviluppare erano dei veri e propri empiemi, con osteiti molto dolorose in grado di distruggere un intero mascellare. L’infezione si diffondeva in maniera fulminea nell’interfaccia tra periostio-impianto e tra impianto-osso, l’impianto è così contaminato in tutta la sua superficie e veniva trattato come un gigantesco corpo estraneo.

Con l’avvento dell’implantologia osteointegrata l’infezione ha una dinamica completamente diversa: lo sviluppo di un danno circoscritto, prevalentemente in senso verticale e di tipo crateriforme, rispetto al danno diffuso e con prevalenza di riassorbimento osseo orizzontale legato agli impianti sottoperiostei.

Tali diversità sono facilmente spiegabili, se pensiamo che lo sviluppo dell’infezione avviene sulla superficie di titanio esposta, che negli impianti correttamente osteointegrati è minima e limitata alla circonferenza della vite, mentre negli impianti sottoperiostei coinvolge sin dall’inizio l’intera superficie implantare.

Una dinamica simile a quella appena descritta nel caso dell’implantologia iuxta ossea è quella che si realizza quando la perimplantite colpisce l’impianto in fase precoce, durante le prime ore dopo l’intervento chirurgico, provocando la mancata osteointegrazione con perdita precoce dell’impianto.

Questi problemi posso determinare la perdita degli impianti dentali.

Classificazione della perimplantite

Possiamo quindi classificare le perimplantiti, utilizzando un criterio meramente cronologico

  • precoci quando si sviluppano prima che sia completato il processo di osteoinegrazione,
  • tardive che si sviluppano a processo di osteointegrazione terminato, manifestandosi spesso dopo l’avvenuto carico protesico.

Le patologie tardive possono essere classificate clinicamente in:

  • mucositi, infiammazione riguardante solo le mucose che rivestono gli impianti. La mucosa è clinicamente arrossata e può sanguinare. Se intercettata e trattata è un processo reversibile
  • perimplantiti sintomatiche – perimplantiti asintomatiche infiammazione che interessa sia le mucose, sia l’osso. In questo caso la lesione è visibile radiograficamente.

Clinicamente si può apprezzare sanguinamento, profondità di sondaggio patologica, supurazione, dolore alla percussione e cambiamenti di colore nella gengiva che circonda l‘impianto.

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perimplantite1

La radiografia mostra due impianti in perimplantite: la lesione maggiore si ha a carico dell’impianto numero 46 (quello più a dx) dove è possibile vedere un riassorbiumento osseo sia verticale che orizzontale. Clinicamente la gengiva si presenta violacea con sanguinamento e essudato purulento.

perimplantite2 (1)

In condizioni salute, la vite dell’impianto deve essere completamente inserita all’interno dell’osso come è possibile apprezzare nell’immagine qui a fianco e non deve essere presente nessuna sintomatologia.

Le cause della perimplantite e della perdita degli impianti dentali.

I batteri che causano la perimplantite sono principalmente batteri anaerobi Gram negativi quali: Prevotella intermedia, Porfiromans gengivalis, Actinobacillus actinomicetemcomitans, Prevotella nigrescens, Treponema denticola, Bacteriodes forsythus. In realtà, i batteri appena elencati sono gli stessi che provocano la parodontite. Questo suggerisce che è di fondamentale importanza inserire gli impianti in una bocca non affetta da parodontite in quanto gli stessi batteri possono facilmente migrare da un dente a un impianto. Questo si può facilmente evincere facendo un’analisi microbiologica: qui sotto è possibile apprezzare delle analisi condotte sia sull’impianto infetto in posizione 46 che 47 sia su alcuni denti presenti nella bocca.

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Analisi condotte sull’impianto 46 – colpito da una grave forma diperimplantite, i batteri sono gli stessi ma la carica batterica è maggiore

RICHIESTA-B-0321Analisi condotte sull’impianto 47 – notare la composizione batterica simile a quella presente nelle tasche degli elementi dentali

RICHIESTA-B-0323Analisi condotte su elementi dentali – notare la composizione batterica simile a quella presente nelle tasche degli impianti presenti nell stessa bocca

É facilmente, riscontrabile che, anche se in percentuali diverse le composizioni batteriche sono le stesse. Questo non vuol dire che in questa bocca non era possibile inserire gli impianti, ma semplicemente che i denti naturali andavano decontaminati prima dell’inserimento delle viti implantari.

Il trattamento deve essere tempestivo, in quanto la presenza di tessuti più deboli facilita una compromissione in tempi molto più rapidi rispetto ad un dente naturale.

La terapia degli impianti affetti da parodontite ha lo scopo di decontaminare i tessuti perimplantari dai batteri e si esegue andando a rimuovere gli stessi attraverso sedute di igiene orale e laser.

 

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