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Microbiota: ecco cos’è e come influenza il nostro stato di salute

Posted on luglio 2, 2018

Nelle scorse settimane abbiamo introdotto il discorso del microbioma e microbiota – a proposito del legame che può intercorrere tra la presenza della malattia parodontale e la difficoltà di concepimento di un figlio.

Oggi faremo un passo indietro e parleremo invece di cos’è, esattamente, il microbiota e in quale modo è in grado di influenzare la salute di tutto l’organismo.

Se dovessimo descrivere il microbiota in modo molto semplice, diremmo che è l’insieme dei batteri che si trovano all’interno del nostro corpo. Il termine microbioma – che il più delle volte viene usato erroneamente come un sinonimo – si riferisce invece al patrimonio genetico della popolazione batterica di ogni individuo.

All’interno del nostro organismo vivono, per tutta la nostra esistenza, miliardi di microorganismi – prevalentemente batteri – che arrivano a pesare, tutti insieme, fino a un chilo e mezzo. Influenzano in modo massivo anche la nostra salute, e in modo nient’affatto negativo: questi piccoli amici funzionano infatti da barriera contro gli agenti patogeni, regolano l’assorbimento dei nutrienti che ingeriamo attraverso gli alimenti, la produzione delle vitamine, quella di energia e la capacità di contrastare le aggressioni con il nostro sistema immunitario.

Ecco dunque che gli esperti sono sempre più concordi nell’asserire che il microbiota dovrebbe quasi essere considerato un organo a se stante, e che è talmente importante che la sua alterazione può portare alla comparsa di tantissime patologie e criticità per il nostro corpo, dalla banale allergia alle malattie autoimmuni. Il microbiota, proprio per questa ragione, non è soltanto di massimo interesse per l’odontoiatria, la parodontologia o la ginecologia, ma per ogni branchia della medicina: a differenza di alcuni fattori immodificabili e che incidono sulla presenza o sull’insorgenza di patologie, ciò che rende il microbiota diverso è che esso può, effettivamente, essere modificato.

Al momento attuale, gli studi sul microbiota sono ancora in corso e c’è tanto da scoprire su questo complesso e articolato “organo” del nostro corpo. Quello che comunque deve essere chiaro, è che i batteri non sono tutti cattivi: al contrario, molti di essi sono nostri alleati e contribuiscono in modo attivo alla nostra salute e al nostro benessere. Avete mai sentito parlare dei probiotici? Quelli contenuti negli yogurt? Rappresentano un esempio lampante che illustra proprio questo concetto!

Il microbiota: influenzato e modificato da un’infinità di fattori diversi

In definitiva, la composizione del microbiota è complessa, variabile e può essere influenzata da diversi fattori. Questo punto di partenza permette e permetterà di intervenire in modo adeguato a livello terapeutico, come già espresso nel 2016 dalla celebre rivista Science, che ha dedicato proprio al microbiota un intero numero, focalizzandosi sulle innumerevoli ragioni che plasmano e influenzano i piccoli soldati (i batteri buoni) che vivono nel nostro corpo.

In particolare, il numero di Science si è concentrato sulla settantina di fattori che influenzano principalmente sia la composizione che la diversità della nostra flora intestinale. Tra questi figurano il sesso, l’età, l’assunzione di farmaci, lo stile di vita (per esempio il fumo) e naturalmente l’alimentazione. Dieta e assunzione di specifiche medicine sembrano essere tra i fattori che più condizionano il microbioma: da una specifica analisi svolta su un campione di popolazione belga e olandese era infatti emerso come fosse persino possibile identificare il consumo di birra e cioccolato semplicemente analizzando la flora intestinale. Per quanto riguarda invece i farmaci, è risultato chiaro come l’assunzione di antibiotici e anticoncezionali influenzassero pesantemente lo stato di salute della flora intestinale.

In conclusione, ogni persona è caratterizzata da un microbiota e un microbioma unico, che è il risultato di un’infinità di fattori genetici e comportamentali. Il microbiota è dunque una sorta di impronta digitale individuale e irreplicabile, oltre che ben determinata. Lo studio di questo grande alleato permetterà quindi, in un futuro sempre più prossimo, di tarare terapie specifiche e mirate per la risoluzione di tantissime patologie.

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