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Sensibilità dentale al caldo e al freddo

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I fattori che contribuiscono alla sensibilità dentinale sono molteplici, ma si possono dividere in quattro categorie:

  • Sensibilità dovuta alla perdita del cemento dentale, che può portare ad una carie radicolare.
  • Sensibilità causata da una “pulpite”, ovvero l’infiammazione della polpa del dente, che può presentarsi quando la carie, avvicinandosi alla polpa, la infetta e colonizza con batteri. La pulpite può essere provocata non solo da carie, ma anche da trauma dentale, con frattura o lussazione dell’elemento, da stimoli termici eccessivi o da traumatismi cronici.

Il sintomo più frequente è la sensibilità a cibi molto zuccherini, a stimoli termici (caldo o freddo) o alla masticazione. Nei casi più gravi, le pulpiti acute, il dolore è continuo, pungente, spontaneo e mal localizzato. Nel caso di pulpite necrotica invece il dolore è presente alla masticazione e alla percussione, perché la polpa muore, per cui non si ha più sensibilità agli stimoli termici.

  • Sensibilità dovuta alla perdita di smalto: quando ci troviamo di fronte ad erosioni o ad abrasioni. L’erosione dello smalto può essere causata dall’esposizione agli acidi gastrici (reflusso esofageo, nausea, vomito auto-indotto..) o da fonti alimentari di eccessiva acidità (succhiare agrumi, assunzione di bevande gassate…). L’abrasione invece può dipendere da uno spazzolamento troppo energico con setole dure o dall’uso di dentifrici molto abrasivi.
  • Sensibilità dovuta alla perdita di gengiva, o alla cosiddetta recessione gengivale: in questa situazione abbiamo la superficie della radice scoperta e i tubuli dentinali risultano esposti. Le recessioni gengivali possono essere legate a naturali processi di invecchiamento, alla chirurgia parodontale, al trattamento ortodontico oppure, più frequentemente, alla parodontite.

La malattia parodontale è un’infezione polimicrobica a carico dei tessuti che sorreggono il dente, il parodonto, che causa una vera e propria migrazione del tessuto gengivale. La parodontite, data la sua alta diffusione nella popolazione, è la causa più comune di sensibilità dentale: si stima infatti che circa 10 milioni di italiani siano affetti da questa patologia.

Come si sviluppa il dolore?

Il cemento ha migliaia di microscopici canali visibili solo al microscopio, detti tubuli dentinali, coperti dalla gengiva. Quando questa scende essi vengono scoperti e qualsiasi stimolo, sia esso termico, ma anche chimico, provoca lo spostamento di un fluido, simile al plasma, all’interno dei tubuli. Proprio questo fluido, dopo aver mangiato o bevuto cibi caldi o freddi, si muove all’interno dei canali e irrita i nervi del dente, generando dolore.

I tubuli dentinali al microscopio appaiono vuoti e sterili. Quando invece siamo in presenza della malattia parodontale questi tubuli vengono colonizzati da parte di un notevole numero di batteri e i denti diventano sensibili. L’unico presidio che può decontaminare i tubuli dentinali e far cessare il dolore legato alla sensibilità è la terapia fotodinamica o laserterapia.

 slide01Rimedi per la sensibilità dentinale

Per prima cosa è opportuna una visita professionale dall’odontoiatra e dall’igienista dentale, in quanto possono consigliare la miglior terapia. È molto importante chiedere il parere degli esperti, poiché la causa dell’ipersensibilità può essere spiegata dai motivi detti in precedenza, oppure può essere riconducibile a carie dentale, fratture dentali e malattia parodontale: solo il professionista può fare la corretta diagnosi.

Per quanto riguarda l’erosione e/o abrasioni, l’odontoiatra risolve il problema “ricostruendo i colletti” (si chiama infatti colletto dentale quel margine nel quale avviene il passaggio da smalto a cemento, più propriamente detto “giunzione amelo-cementizia”). Il medico ricostruisce lo smalto perso con il materiale usato nelle otturazioni, il composito, ricoprendo così i tubuli dentinali. Un’altra opzione può essere quella di utilizzare vernici al fluoro che contengono temporaneamente il problema remineralizzando lo smalto ed occludendo i tubuli.

Se la sensibilità è data da una carie, l’odontoiatra procederà con un’otturazione in composito. Più comunemente, se la causa è la malattia parodontale, come già detto in precedenza, dobbiamo prima curare l’infezione ai tessuti che sostengono il dente in modo che la sensibilità sparisca naturalmente. La terapia consiste nell’igiene professionale al microscopio, in quanto, grazie all’ausilio di questo strumento riusciamo a vedere in profondità, in modo da rimuovere tutto il tartaro sottogengivale.

Una volta ultimata l’igiene possiamo procedere alla terapia fotodinamica: una fibra ottica viene passata nelle tasche parodontali a determinati parametri, in modo da non danneggiare i tessuti e colpire invece i batteri patogeni. Il laser è l’unico presidio che riesce a decontaminare in toto la tasca, anche i tubuli dentinali che, essendo localizzati in zone avascolari, sono irraggiungibili anche per gli antibiotici.

A casa possiamo intervenire con l’uso di dentifrici o vernici desensibilizzanti che si possono trovare in farmacia o nei supermercati più forniti, va detto che sono rimedi temporanei ed è sempre meglio rivolgersi al proprio dentista, o igienista, di fiducia per risolvere il problema al meglio.

La sensibilità quindi al caldo e al freddo non deve essere sottovalutata e anzi deve essere indagata per scongiurare patologie come la parodontite che può portare alla perdita dei denti

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