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Denti che si muovono – i problemi di mobilità dentale

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Quali sono le cause dei denti che si muovono

Come già detto, la causa principale di mobilità dentale nei denti permanenti, è la malattia parodontale. La parodontite è un’infiammazione polimicrobica, assai subdola, che talvolta può svilupparsi in maniera silente, senza che il paziente se ne renda conto (almeno nei primi stadi della progressione della patologia), oppure manifestarsi subito con quadri molto aggressivi e stati dolorosi caratterizzati da recessione della gengiva e perdita di attacco osseo.

L’infiammazione batterica alla base della parodontite si sviluppa soprattutto quando c’è un’igiene orale scarsa o discontinua ed eseguita in modo scorretto, che non elimina i depositi di placca. La placca e i residui di cibo sono la causa della formazione di vere e proprie colonie batteriche che proliferano trasformandosi in tartaro, impossibile da rimuovere senza un intervento di igiene orale professionale.

Placca e tartaro: da dove sorgono i primi problemi

L’azione della placca e del tartaro, se non adeguatamente rimossi, finisce per creare le tasche parodontali: scollamenti del margine gengivale che arrivano a superare i 3 mm di profondità. Col tempo, se non si interviene, la parodontite si aggrava sempre di più, la radice del dente si scopre e si verifica una perdita di osso.

Con il progredire della malattia e dell’infezione stessa si ha un riassorbimento osseo proporzionale allo stadio di evoluzione della malattia: i denti perdono i tessuti parodontali che gli davano sostegno e funzionalità e sotto i carichi masticatori iniziano a muoversi e a cambiare posizione.

I sintomi della parodontite

La parodontite ha una sintomatologia che spesso viene sottostimata, poiché non provoca dolore finché non si è negli stadi più avanzati della malattia: i primi sintomi (come il sanguinamento gengivale e l’alitosi) tendono purtroppo ad essere sottovalutati ed il paziente si allarma solo negli stadi più avanzati, quando ormai la malattia parodontale ha provocato già danni importanti.

L’unico modo per ripristinare lo stato di salute della bocca e sconfiggere l’infezione è la terapia laser assistita con microscopio operatorio. Questa inizia con una pulizia professionale eseguita con il microscopio, in modo da eliminare tutto il tartaro sottogengivale, e poi prosegue con la terapia fotodinamica eseguita con il laser, che decontamina tutte le tasche parodontali e biostimola i tessuti, fino alla completa guarigione di questi.

Dopo alcuni mesi, mantenendo il cavo orale nelle condizioni ottimali, ovvero assenza di infezione attiva e ripristino funzionale degli elementi mancanti, si può avere una ricrescita naturale dell’osso, che comporta anche un miglioramento della stabilità dei denti perduta.

Un’altra causa che può provocare e aumentare la mobilità dentale è la mancanza di elementi dentali. In questo caso i denti residui si trovano a sopportare i carichi masticatori anche di quelli persi, perciò si dicono “in trauma”. Molto spesso questo avviene in bocche già affette da malattia parodontale: i denti che rimangono hanno di per sé un parodonto (tessuto di sostegno) già altamente compromesso e questo porta ad una prognosi e mobilità peggiore.

Quindi prima viene diagnosticata la malattia prima si potranno salvare i denti!

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